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L’USO DELLA FIABOTERAPIA CON I BAMBINI

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.”

G. Rodari


LO STRESS NEI BAMBINI


Diverse ricerche ritengono che i bambini di oggi si confrontino con una quantità di stress maggiore rispetto a quella affrontata dalle generazioni precedenti, e definiscono la società odierna come «GENERATION STRESS», a indicare un sistema sociale e familiare che produce una quantità enorme di frustrazioni e difficoltà da risolvere ogni giorno. Questi stress a volte vengono vissuti dal bambino in situazioni familiari non stabili e definite dove la quotidianità è scandita da attività che si riducono a infinite catene di montaggio, dentro le quali i più piccoli perdono il gusto di assaporare ciò a cui si dedicano.

La sensazione che vive il bambino è quella di un costante «DOVER FARE» e «DOVER FARE BENE», inchiodandolo a un precoce istinto di competitività e a una visione della vita in termini di vittoria e sconfitta. Molti bambini sono continuamente impegnati in attività extrascolastiche che riempiono quello che dovrebbe essere il loro tempo libero. Queste attività, oltre ad erodere i tempi morti della vita dei bambini, rappresentano a volte STRESSANTI ARENE PRESTAZIONALI dove le pressioni genitoriali o sociali impongono standard di performance sempre più elevati.

Anche la RESPONSABILIZZAZIONE ECCESSIVA dei figli può essere una fonte di stress per i più piccoli che, dovendo crescere più in fretta, non si sentono liberi di sbagliare o di commettere errori estremamente leciti per la loro età. La reazione agli elementi stressogeni dipenderà dalle esperienze maturate dal bambino. Se le esperienze negative accumulate si sono sedimentate, il bambino nel presente sperimenterà nel corpo e nella mente sensazioni e stati d’animo che appartengono al passato. Sono le cosiddette «ASSOCIAZIONI CONDIZIONATE» (Semple & Lee, 2011), che possono agire sul corpo anche in assenza dello stimolo concreto.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLO STRESS NEI BAMBINI?

Nei bambini la perdita di gestione adeguata delle risposte allo stress, può evolvere producendo una serie di effetti collaterali tra cui: sbalzi d’umore, problemi di attenzione e concentrazione, ansia, iperattività e aggressività, difficoltà della memoria a breve termine, disturbi del sonno, abbassamento delle difese immunitarie, perdita o aumento dell’appetito, problemi dell’apparato gastrico. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che gli effetti del rilassamento sui bambini determinano: DISTENSIONE dell’ORGANISMO, DIMINUZIONE dello STRESS MUSCOLARE e MENTALE (R. Crook).

Il rilassamento favorisce una migliore qualità dell'ascolto, una maggiore partecipazione e un aumento della ricettività; aiuta a far crescere la fiducia in sé stessi, la memoria e la concentrazione, permettendo così di migliorare la qualità dell’apprendimento. Dopo un’attività intellettuale o fisica più o meno intensa, il rilassamento permette al bambino di raggiungere uno stato di benessere, di calma e di concentrazione armoniosa per poter iniziare l’attività successiva. Altri studi hanno dimostrato che il rilassamento, oltre ad aumentare la resa negli sport, aiuta a vincere la timidezza, migliora lo sviluppo della personalità, la pazienza e l’equilibrio.

IL TRAINING AUTOGENO: UN AIUTO CONTRO LO STRESS

Il T.A. può essere efficace nella sua forma tradizionale con bambini o adolescenti dai 12 anni in su.

Prima di tale età è importante che gli esercizi vengano presentati come un momento giocoso, privilegiando l’uso di giochi che rilassano e di esercizi d’immaginazione basata su metodi narrativi. L’utilizzo delle fiabe appare utilissimo, infatti attraverso storie e racconti di fantasia possiamo sostenere la salute fisica, psicologica e sociale. Le fiabe e le favole rinforzano la crescita affettiva e lo sviluppo di un fluido funzionamento della vita emozionale. Attraverso la narrazione del vissuto dei personaggi, vengo dati nomi alle emozioni, inserendole in contesti in cui sono adeguate e giustificate. In questo modo, si ostacolano due tendenze presenti nei bambini che vivono situazioni di conflitto durante lo sviluppo: lo SPOSTAMENTO delle emozioni fuori dall'area di consapevolezza e la TRASFORMAZIONE di quelle autentiche in «false emozioni».

Anche lo sviluppo e l’allenamento del pensiero possono essere sostenuti attraverso le storie per bambini. Attraverso una fiaba si forniscono modelli di pensiero, di dialogo interno e di comportamento, attribuendoli ai personaggi per mezzo dei quali si possono stabilire somiglianze e vicinanze al bambino. Le fiabe agiscono sulle credenze che il bambino può strutturare all'interno di esperienze relazionali (es. con adulti o con i pari), convinzioni che sono alla base dell’impossibilità di mettere in atto comportamenti più efficaci. Le fiabe e i miti sono una sorta di «ponte spazio-temporale» che porta nelle situazioni della vita quotidiana delle virtù e delle abilità che possono essere immaginate prima del racconto e poi sperimentate realmente. I simboli vengono riproposti nella vita reale attraverso giocattoli o altri oggetti (es. una spada del coraggio, un braccialetto della calma) diventando dei «contenitore di memorie» e richiamando nella vita reale gli stati interiori sperimentati attraverso i personaggi fiabeschi.

L'elemento fondamentale delle storie è la metafora, ossia quella forma figurata d'espressione che esprime una realtà sotto l'apparenza immaginata di un'altra. La metafora cattura l'attenzione e stimola l'immaginazione. La metafora con i bambini manifesta tutta la sua efficacia nella cornice della spontaneità, ed è per i piccoli un valido linguaggio di comunicazione, capace di mediare il cambiamento in modo gradevole e fantasioso. Le metafore sono un modo per fornire ai piccoli pazienti esperienze, che possono equipaggiarli di abilità adeguate in situazioni di vita reale.

PER QUALI DISTURBI È UTILE IL T.A. ATTRAVERSO LA FIABOTERAPIA CON I BAMBINI?

I disturbi tipici dello stress infantile che vengono migliorati comprendono stati di agitazione che possono essere manifestati attraverso sintomi di:

-ENURESI (qualora essa compaia contestualmente o poco dopo sconvolgimenti psichici e non sia legata ad accertabili anomalie organiche transitorie o permanenti);

-IPERSENSIBILITÀ a rumori o a stimoli sociali (es. presenza di estranei);

-ECCESSIVA SUDORAZIONE O ROSSORE, spesso associati ad insicurezza o rabbia, durante le interazioni con altri bambini o durante le attività ludiche, scolastiche o sportive;

-IRREQUIETEZZA diurna;

-INSONNIA, con o senza incubi e terrori notturni;

-CRISI di pianto e di capricci frequenti ed immotivate;

-DIFFICOLTÀ SCOLASTICHE legate a mancanza di concentrazione, di memoria oppure a facile comparsa di stanchezza;

-DISTURBI TRANSITORI nello sviluppo del linguaggio generati o aggravati da cause psicologiche (es. ritardo nella comparsa del linguaggio, balbuzie, difetti di pronuncia e tendenza a mantenere il linguaggio infantile);

-DISTURBI GASTROINTESTINALI, come diarrea o stitichezza, non legati a cause patologiche ed associati a stati di tensione oppure a particolari fasi dello sviluppo che tendono a generare angoscia (arrivo di un fratellino-sorellina, ingresso a scuola, mutamenti di abitudini e stili di vita, cambiamenti di residenza, sostituzione di educatori ed altre figure affettive con cui il bambino intrattiene interazioni quotidiane, ecc.);

-tutti i problemi che si manifestano a livello fisico ma che, una volta escluse cause fisiologiche, compaiono in concomitanza di fattori di stress (es. tosse nervosa, bruxismo, febbre lieve ripetuta in occasione del rientro a scuola, di esami o di competizioni sportive).


BIBLIOGRAFIA:

-“Le fiabe che rilassano”, Gisela Eberlein, 2001 - “40 giochi di rilassamento per bambini da 5 a 12 anni”, M. Nadeau, 2001


Dott. Andrea Algeri



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