APPROCCIO

L’approccio sistemico relazionale trae le proprie origini dall'antropologo Gregory Bateson, il quale teorizza che la personalità dell’individuo si costruisca e si strutturi sulla base di processi interattivi, cioè delle relazioni che l’essere umano instaura con l’ambiente e gli altri individui. 

 

Il nostro approccio si caratterizza per l’importanza che viene data non solo all’individuo ma a tutte le sue relazioni, familiari e sociali. Partendo dall’assunto che l’individuo non è disgiunto dagli altri, ma è parte integrante di un sistema – ad esempio quello della famiglia – il sintomo viene interpretato come messaggio che il singolo lancia alle persone per lui importanti, al suo sistema di riferimento, per manifestare un disagio che è proprio del sistema stesso. La teoria sistemico-relazionale, infatti, ritiene che la psicopatologia non dipenda esclusivamente da esperienze negative o traumi, ma anche e soprattutto dalle difficoltà incontrate all’interno del sistema di relazioni. 

 

I sistemi di interazioni in cui siamo immersi tendono spontaneamente a creare delle situazioni di equilibrio, funzionale o meno, che gli permettono di sopravvivere senza fare dei cambiamenti. Altrettante volte succede che questo meccanismo possa incepparsi e un membro o più possano entrare in sofferenza. La nostra modalità di lavorare con i pazienti parte dall’idea che nessun sistema sia sbagliato a prescindere e che ognuno abbia trovato le proprie personali soluzioni per far fronte alle sfide quotidiane. Nel momento in cui queste soluzioni non sono più funzionali e non fanno stare bene la persona, il nostro ruolo è quello di accompagnare il paziente nel viaggio verso il nuovo.

Crediamo profondamente nelle possibilità trasformative dell’individuo e nella capacità di rendersi responsabile delle proprie azioni. Il terapeuta in questo percorso non sarà certo un silente accompagnatore ma un attento traghettatore, lavorerà sulle sue stesse modalità di entrare in relazione, non stando in modo “asettico” dentro al setting di terapia ma osservando il paziente, se stesso e la loro relazione per agire in modo terapeutico e perturbativo.

 

Come sostiene uno dei nostri maestri, Michael White, la narrazione organizza la struttura dell’esperienza umana e così le storie che ne derivano sono in continua evoluzione e cambiamento. Provare a cambiare la narrazione che facciamo degli eventi e della realtà può essere uno dei primi passi per attuare una trasformazione.

Il cambiamento avviene dunque cercando nuove possibilità, aumentando le scelte a disposizione; solo in questo modo si smette di sentirsi bloccati e intrappolati senza via di fuga. Il compito del terapeuta sarà quello di aiutare a tracciare altre strade, rispettando le direzioni e le premesse del suo paziente, seguendo il suo sentiero.

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