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I MINUTI PARTICOLARI

Marta e Andrea arrivano in terapia per capire se la storia si può salvare oppure no. Marta non riconosce più suo marito. Andrea, in terapia individuale da oltre un anno, sta cambiando ed è spaventato da quello che potrebbe diventare. Davanti a noi troviamo due persone smarrite, perse nel dolore. Sembrano non avere più punti d’appiglio ai quali aggrapparsi. Riferiscono di non essersi mai parlati e sembra che sia ancora più difficile iniziare a farlo ora. Silenzi, sospiri, lacrime.

Un giorno Marta e Andrea ci regalano un’istantanea di quella che sembra essere la loro condizione attuale:

M: “Quando siamo seduti sul divano, siamo uno da un lato e una dall’altro. In mezzo c’è qualcosa, il vuoto.”

T: *Ci potete aiutare a capire cosa c’è nel mezzo, tra di voi?*

M: “La paura. Tra di noi c’è la paura.”

T: *Ok, abbiamo capito. Vi va di riempire la parola paura con alcuni esempi o significati importanti per voi?*

La paura sembra essere l’emozione che li accomuna, quel minimo comune denominatore dalla quale partire per creare un dialogo e provare a capire le risorse della coppia. La paura è ancora troppo forte. Blocca le parole, incolla i loro corpi alle poltrone. L’idea è quella di due persone che hanno voglia di lottare, ma sembrano non saper come fare.


A: “Quando Marta inizia a farmi le domande  io mi sento oppresso!”

Andrea si raggomitola sulla sedia, stringendosi forte le gambe al petto. L’immagine che ci regala è preziosa. Agisce una sensazione, un dolore, una paura conosciuta. Andrea rappresenta una condizione già provata nella sua vita. Qualcosa di doloroso con il quale fa i conti forse da troppo tempo.


T: *Le è capitato altre volte nella vita di sentirsi così? Di provare questa sensazione?*

A: “Si! Da piccolo, quando mio padre mi tartassava di domande, chiedendomi informazioni circa il tradimento di mia madre.”


Ecco il contatto, Andrea porta alla luce qualcosa di intimo che si trascina in solitaria da molto tempo e lo collega alla sua condizione presente. Il messaggio ora è chiaro: quando succede questo, io mi sento così. Marta, mentre Andrea parla si gira verso di lui e lo guarda, come mai aveva fatto fino a quel momento.


T: *Marta, lei era a conoscenza di questa informazione?*

M: “No.”

T: *Che effetto le fa venirne a conoscenza?*


Marta venendo a conoscenza di un particolare della storia del marito potrebbe cambiare il suo modo di comunicare con lui e il pensiero su quello che Andrea fa quando lei gli chiede informazioni e chiarimenti circa il futuro della loro storia.


M: “Mi dispiace, molto. Forse inizio a capire quello che prova lui e quello che cerca di comunicarmi quando io inizio a fargli domande.”

Gli sguardi cambiano, il calore all’interno della stanza sembra aumentare rispetto al freddo precedente (creato dalla paura). La tensione inizia a sciogliersi. Un’informazione nuova si è inserita all’interno del sistema coppia, dopo 30 anni insieme. Qualcosa di grosso è accaduto all’interno della stanza di terapia. Attraverso una domanda la coppia ha scoperto un punto cieco della loro relazione, che fino a quel momento impediva loro un cambiamento funzionale nel modo di comunicare. Non sappiamo come le cose potrebbero andare una volta usciti dalla stanza. Credo che l’importante sia aver permesso loro di conoscere un frammento in più della loro storia. Il tempo, i singoli, il sistema utilizzeranno questa informazione e troverà il suo posto all'interno della loro trama.


Qualcosa accade, senza imporlo. La potenza di una domanda, il timing corretto nel porla, l’onestà di una risposta dolorosa, hanno permesso al sistema coppia e al sistema di cura di fare un piccolo passo. Cambiamento.



Dott. Michele Bonacina



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